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I supermercati (Carrefour) si ispirano ai mercati rionali

Alle troupe televisive che chiedono la loro opinione alle signore che escono dal nuovo Carrefour di Ecully, periferia (chic) di Lione, una delle risposte più frequenti è la seguente: «Non sembra neanche un ipermercato». Ebbene, è quello che i dirigenti del gruppo, numero uno della grande distribuzione in Europa, attendevano. Ora che l'ipermercato è in crisi (strutturale, non solo per l'impasse economica), che la gente è stanca del suo gigantismo, della sua offerta eccessiva e soprattutto confusa di prodotti, della sua atmosfera anonima, i francesi giocano la carta di Carrefour Planet, a metà fra un mercato di strada e un grande magazzino, pieno di colori pastello e luci soffuse.
Dopo anni di preparazione (accompagnata da una vasta inchiesta che ha riguardato 50mila clienti abituali) e in un'atmosfera da «guerra fredda» (poche le rivelazioni in anteprima nei media: i concorrenti possono copiare), il gruppo ha aperto i suoi primi Carrefour Planet a Ecully e un altro a Vénissieux, sempre nella periferia di Lione (ma più popolare). In questi giorni ne saranno inaugurati altri tre, due in Spagna (alle porte di Madrid) e un altro a Bruxelles. Dal prossimo gennaio Carrefour convertirà alla nuova formula la maggioranza dei suoi ipermercati in Francia e nel resto d'Europa, Italia compresa. L'esperimento è studiato con attenzione da tutti gli operatori del settore. Fu Carrefour a creare nel lontano 1963 il primo ipermercato di Francia (e uno dei primi in Europa, sulla scia degli esempi nordamericani), a Sainte-Geneviève-des-Bois, vicino Parigi. Allora non si chiamava «hypermarché», il nome venne inventato tre anni più tardi ancora da un francese, Jacques Pictet, specialista del settore. In seguito Carrefour e i suoi rivali nazionali (in particolare, Auchan e E. Leclerc) hanno invaso l'Europa con la loro «invenzione». Il problema è che, negli ultimi anni, la «gallina dalle uova d'oro» non funziona più. Ed è proprio Carrefour il primo a cercare di voltare pagina.

Eccoci al Carrefour Planet di Ecully. Finiti i tempi del grande corridoio centrale con quelli allineati per prodotto sui lati, il nuovo ipermercato è organizzato in nove poli tematici, identificati da scritte dai colori vivaci (verde per il biologico, azzurro per il surgelato, rosso vermiglio per la moda e cosi' via). Il cliente è accompagnato con nonchalance attraverso questi poli, quasi si trattasse di un mercato di strada. L'atmosfera è «cool», grazie anche al décor concepito dallo studio di Hubert de Malherie, con tanto di rotoli di carta bianca sospesi in alto, per assorbire i rumori, e lampade a Led, ecologiche e meno agressive. Rispetto a un Carrefour «normale», introvabili certi prodotti come le biciclette o ridottissimi gli spazi conscacrati al bricolage, agli articoli sportivi e ai grandi elettrodomestici. Sono presenti in catalogo e possono essere ordinati via Internet, anche utilizzando gli schermi disponibili in loco. Ma è chiaro che Carrefour si è arresa dinanzi al boom dei grandi punti vendita specializzati come Ikea o (ancora francesi) Décathlon e Conforama. Più spazio, invece, dei 14.500 metri quadrati disponibili a Ecully (un ipermercato, quindi, grande, ma non mastodontico), è destinato ad altri prodotti, vedi gli alimenti biologici, passati da 800 a 3mila.
«L'approccio non è più quello del grande bazar, ma multispecialistico», ripetono i dirigenti di Carrefour. Con più ordine, anche rispetto ai marchi. Ai quali, vedi Segafredo, Apple e tanti altri, vengono pure consacrati dei «corners», all'immagine di un grande magazzino. Sempre sulla scia di questa ispirazione, 2mila metri quadrati sono utilizzati per eventi. Al centro del «marché», ad esempio, in mezzo a frutta e verdura fresca, si organizzano corsi di cucina e di dietetica. E l'ipermercato offre nuovi servizi, come quello di babysitter o il «coiffure express», un taglio di capelli a dieci euro. L'attenzione ai prezzi e alle offerte resta forte, ma, come sottolinea Cédric Ducrocq, consulente in marketing di Dia-Mart, «continua l'imborghesimento della grande distribuzione, inziato alla metà degli anni novanta».
Il Sole 24Ore - Leonardo Martinelli

Carrefour in Francia lancia Planet, iper alleato con i grandi marchi

L'ipermercato rappresenta per Carrefour il 50% delle vendite in Francia, ma il suo modello è da tempo in crisi. Per invertire la tendenza, il marchio della gdo ha studiato a lungo le possibili contromosse, che hanno preso la forma di Planet, il nuovo modello di. ipermercato inaugurato alle porte di Lione. Sparita la tradizionale disposizione degli spazi, che prevedeva una grande corsia centrale attorno alla quale venivano allestiti gli scaffali: i 14.500 mq ospitano sezioni dedicate alle varie categorie merceologiche, dalla bellezza all'infanzia, agli alimentari. I prodotti freschi, in particolare, presentati come sarebbero in un grande mercato all'aperto, sono messi in evidenza dai colori scuri scelti per le pareti e anche in questo settore prevale la volontà di raggruppare i prodotti per tipologia: salumi ben distinti dai formaggi, al pari della carne e della panetteria, ma c'è spazio anche per una sezione bio, di prodotti freschissimi e così via.
Fra le novità più rilevanti, la collaborazione fra i grandi marchi e Carrefour. Lo spazio dedicato ai prodotti di bellezza, per esempio, ospita un «make up bar», come scrive Le Figaro, in partnership con L'Oréal. Qui i clienti possono provare i prodotti grazie a una tecnologia di specchi virtuali, ma possono anche approfittare del parrucchiere.
n non alimentare è il campo dove più evidente è l'alleanza con i brand e dove i cambiamenti sono più radicali. È in questo ambito, infatti, che gli ipermercati soffrono di più la concorrenza delle catene specializzate e dei siti di e-commerce. La soluzione scelta è allora quella di concedere ad alcuni marchi uno spazio dedicato. Virgin, per esempio, dispone di 300 mq nell'ipermercato di Venissieux, mentre il Carrefour di Ecully, come il precedente alle porte di Lione, è sede designata di un Apple store. Diverso l'approccio, invece, per il settore del tessile e delle decorazioni: in questo caso l'insegna della gdo propone prodotti a marchio Carrefour Home, che vogliono competere con gli specialisti del settore.
«Reinventare l'ipermercato», come si propone Lars Olofsson, direttore generale di Carrefour, ha un costo: circa 20 milioni di euro per punto vendita. Considerato che i progetti di rinnovamento interesseranno almeno 200 ipermercati, equamente ri-disegnati secondo i modelli di Veniesseux ed Ecully,
Il conto finale si aggirerà sui 4 miliardi di euro.
ALESSIO ODINI - Italia Oggi

I cinesi la clonano, Carrefour fa causa

Il colosso francese ha avviato una causa legale contro la Anhui Jiale Supermarket Chain, accusata di aver violato le regole della concorrenza e il marchio registrato

Scontro tra due colossi della grande distribuzione: la francese Carrefour ha chiesto un risarcimento di 6 mln di yuan (882mila dollari) alla cinese Anhui Jiale Supermarket Chain, rea di aver violato le regole della concorrenza e il marchio registrato Carrefour. La catena locale di supermercati Jiale è stata accusata di utilizzare il logo "Jialefu", la traduzione cinese di "Carrefour" (incrocio, bivio) nel nome della compagnia, sulle insegne, sui cartellini dei prezzi, sulle ricevute e sui sacchetti della spesa. La Corte del Popolo Intermedia di Hefei ha accolto la richiesta e il procedimento, avviato il 18 agosto, è tuttora in corso. Tutto era partito dopo una indagine di mercato avviata dai francesi in Cina. Con sorpresa si sono accorti che proprio nell’area di Fuyang ci sono già 160 esercizi con la traduzione cinese del marchio "Carrefour". La Jiale, creata nel 2002, era infatti stata registrata inizialmente sotto il nome di "Anhui Fuyang Jialefu Business and Commerce Co. Ltd". Nell’agosto del 2009 poi la compagnia aveva cambiato il nome da Jialefu a Jiale. La catena cinese però ostiene di non avere violato il marchio commerciale Carrefour, proprio in virtù del cambiamento di marchio prima che la citazione fosse presentata.

CARREFOUR: DATI SEMSESTRALI POSITIVI, MA QUADRO TECNICO DEBOLE

Carrefour e' il secondo gruppo al dettaglio nel mondo in termini di reddito e vendite dopo l'americana Wal-Mart ed il primo a livello europeo, in Italia è il secondo distributore nazionale. Carrefour è presente in 30 paesi, principalmente nell'Unione Europea, Brasile e Argentina, oltre che in Nord Africa e Asia. Nel 1999 avviene la fusione con la Promodès, uno dei più grandi competitori nel mercato francese, già presente in Italia attraverso l'alleanza con il Gruppo GS di cui nel 2000 assume il controllo, potendo così espandersi nel mercato italiano. Si comincia ribattezzando in Carrefour gli ipermercati a marchio Continente, Mega, e Euromercato e creando una nuova catena di piccoli supermercati per i paesi medio-piccoli, Dìperdì. Recentemente alcuni Iperstore GS sono stati convertiti in Carrefour. Attualmente in Italia il Gruppo Carrefour opera con una rete distributiva composta da 70 ipermercati ad insegna Carrefour, 468 supermercati, superstore ed iperstore ad insegna GS, 995 supermercati di prossimità ad insegna DìperDì e 20 cash & carry con le insegne DocksMarket e GrossIper. Inoltre, 10 iper sono dotati anche di un impianto per l'erogazione di carburante, alcuni a marchio, altri in co-brading con altre compagnie.

Ricavi 96,172 miliardi (2009)
Utile netto 385 milioni (2009)
Dipendenti 51.408 (2009)
Debiti totali 41,365 miliardi (2009)
Patrimonio Netto 10,923 milioni (2009)

Le sette sorelle che decidono cosa dobbiamo mangiare

Il menù sulla tavola degli italiani è un affare in mano a sette sorelle. Noi scriviamo la lista della spesa, decidiamo che piatti servire, apparecchiamo e cuciniamo. Ma i veri padroni del nostro gusto sono i giganti della grande distribuzione organizzata (gdo). Il 70% del cibo che entra nelle nostre case arriva dai loro scaffali. E i sette big del settore (Coop, Conad, Selex, Carrefour, Auchan, Esselunga e Despar) muovono da soli quasi il 65% del mercato. Scelgono i fornitori, decretano con un sì o con un no (viste le dimensioni dei loro ordini) i destini degli agricoltori, stalle e aziende. E poco alla volta - come dice amaro Lorenzo Bazzana di Coldiretti - "hanno cambiato il palato degli italiani, nel nome del conto economico".
Noi, con la lista della spesa in una mano e il carrello nell'altra, non ce ne siamo nemmeno accorti. Ma il nostro frigorifero - nell'era lowcost della gdo - è diventato un melting pot alimentare multietnico a prova di Bossi-Fini. "Prenda i pomodori - spiega Piero Sardo, responsabile bio-diversità di Slow Food -. A Pachino in Sicilia si producono i migliori del mondo. Eppure spesso nei supermercati troviamo quelli che arrivano dall'Olanda, caricature dei pomodori veri". Il Motivo? Semplice.
di Ettore Livini "La Repubblica" del 5 agosto 2010

CARREFOUR: WINMARKT, PARTE L' INVESTIMENTO IN ROMANIA CON IGD SIIQ

Il nuovo Carrefour Market sarà situato presso il centro commerciale al piano terra del centro di New Lily Winmarkt Alessandria, beneficia di una superficie totale di 680 mq, di cui 530 mq di vendita.
Per accogliere il nuovo inquilino, Winmarkt ha cambiato l'intera configurazione del centro commerciale al piano terra, operando una serie di delocalizzazioni. Intorno al nuovo supermercato Carrefour, ci sarà una piccola galleria commerciale comprende già esistenti inquilini che occupano una superficie di 260 mq Questa galleria riguarderà settori come la telefonia mobile (Avenir - rivenditore Cosmote ARSIS - Vodafone Dealer) farmacia (Dona), Gioielli e regali. Il nuovo supermercato Carrefour aprira alla fine di luglio. Anche quest'anno, nel mese di settembre, Carrefour aprirà un supermercato a Cluj, nel centro commerciale Winmarkt Somes.
"L'inaugurazione Carrefour Market di Alessandria coincidra' con il completamento della prima fase della strategia aziendale attuata dalla rete commerciale Winmarkt, che era principalmente volta alla diversificazione.
Nel corso del 2009 siamo riusciti a rafforzare sia di portafoglio e anche per sostenere il valore del portafoglio immobiliare in un momento di crisi molto grave. La prossima volta sara' il turno degli investimenti per l'ammodernamento dei centri commerciali a portafoglio Winmarkt, che ha un budget di 5,5 milioni di euro entro la fine dell'anno 2012.
La seconda fase della strategia di business,e' quella di attrarre nuovi marchi internazionali nel nostro sedi nei centri urbani. "- Ha detto Marius Ionescu, Marketing Manager, Winmarkt.
Acquistato nel mese di aprile 2008 la società Immobiliare Grande Distribuzione italiana (IGD), Winmarkt è il più grande network di centri commerciali in Romania, dopo aver posseduto 15 centri commerciali e uffici in 13 città.
IGD è una società quotata alla borsa di Milano, uno dei giocatori più attivi nel settore immobiliare in Italia, con un valore di portafoglio di 1.725 milioni di euro, secondo le ultime valutazioni espresse nella fine del 2009.

Carrefour e il mal d’Europa


Fatturato in crescita al livello mondiale per il big del retail. Ma i paesi del Vecchio Continente soffrono. La situazione francese e quella italiana.
Il fatturato del colosso francese della distribuzione - secondo gruppo mondiale dietro l’inarrivabile Wal Mart - cresce. Nel secondo trimestre del 2010 ha registrato un progresso del 6,3% e ora sfiora la ragguardevole cifra di 25 miliardi di euro. Ma a trainare l’incremento delle vendite sono i paesi del continente asiatico (+9,3%) e - soprattutto - di quello sudamericano (+13%).
In Europa, infatti, le cose vanno ben diversamente. In Francia, stando a quanto riporta il quotidiano economico transalpino La Tribune, Carrefour è alle prese con un problema non da poco: una progressiva, quanto finora inarrestabile, emorragia di clienti. Nei 231 ipermercati diffusi capillarmente sul territorio francese, nel periodo compreso tra aprile e giugno di quest’anno la frequenza della clientela è calata del 2,7%, dopo che nel primo trimestre si era già ridotta del 4,5%. A soffrire di più, manco a dirlo, i reparti non food. Dove le vendite, nei primi sei mesi del 2010, sono calate di quasi 13 punti percentuali.
La situazione in altri paesi del Vecchio Continente, peraltro, non è che sia molto migliore. In Italia, a rete costante, il giro d’affari del retailer transalpino cede il 3,5%. Poco meno accusa la Spagna, alle prese - come noto - con una critica situazione economica e occupazionale. In Belgio, infine, Carrefour sconta un processo di ristrutturazione dell’insegna che le ha causato addirittura un crollo del 9% delle vendite rispetto all’anno precedente. Insomma, un momento non facile.
Certo, come si diceva, sui risultati dei vari paesi incide fortemente il cattivo andamento dei reparti non alimentari. Ma una indubbia responsabilità – specie in Francia –, è da ricercare anche nel posizionamento di Carrefour su un format, l’ipermercato, che ha ormai i suoi anni e necessita di qualche ripensamento.
I vertici del retailer francese, naturalmente, sono al lavoro da tempo per risolvere questi problemi. Attualmente, per esempio, si stanno testando nuovi concept espositivi nei reparti non food di alcuni iper nei pressi di Lione. Sperimentazioni che, se avranno successo, verranno estese a tutti gli ipermercati sia in Francia che in altri paesi europei. Quanto alla diversificazione dei format, con la dotazione di punti vendita che abbiano caratteristiche più in linea con le mutate esigenze della clientela, questo processo è già stato avviato da tempo. In Francia l’insegna Carrefour è stata declinata in “Market”, “Contact”, e “City”. Nel nostro paese, dopo la migrazione dell’insegna GS in Carrefour, si hanno i “Market” e gli “Express”.
Ma recuperare il terreno perduto in questi ultimi anni non sarà facile. Le previsioni per il 2011, almeno in Francia, non sono propriamente rosee. E c’è chi stima almeno un quinquennio perché Carrefour torni a essere per i consumatori francesi quello che era un tempo. Ancora più incerta la situazione in Italia, specie dopo la cessione di un buon numero di ipermercati nelle regioni meridionali.
Bernardo Camasi - Distribuzione Moderna

Asia/ Carrefour vende nel Sud-Est e punta a Cindia

Carrefour, la seconda maggiore catena distributiva mondiale dopo l’americana Wall-Mart, potrebbe cedere le sue attività in Malesia, Singapore e Tailandia per un controvalore attorno al miliardo di dollari, secondo quanto rivela l’agenzia Reuters che cita fonti vicine alla vicenda e che precisa che nella transazione il gruppo francese verrebbe affiancato da Goldman Sachs e Ubs.

Nessun commento dalle società finora, anche se le fonti avrebbero precisato che le trattative per la vendita, che potrebbe far gola tanto a concorrenti di Carrefour quanto a fondi di private equity, sarebbero ancora nelle fasi iniziali e dunque non vi è al momento alcuna certezza che la transazione vada in porto. La notizia fa tuttavia bene al titolo, che fin da stamane si è messo in luce sul listino di Parigi con un rialzo superiore al 2% nonostante l’ennesima seduta incerta dei listini europei. Alla performance positiva di Carrefour contribuisce anche la decisione degli analisti di Deutsche Bank di portare da “hold” (mantenere in portafoglio) a “buy” (acquistare) il giudizio sul titolo.

Secondo alcuni analisti contattati da Affaritaliani la cessione, salvo divergenze sul prezzo, è un’ipotesi più che probabile, visto che il gruppo francese è già uscito dai mercati del Giappone e della Corea negli ultimi anni anche per finanziare i suoi sforzi sui mercati a più rapida crescita. Mercati come l’India, dove conta di aprire 150 ipermercati nei prossimi 5 anni e dove il gruppo ha trattative in corso col distributore locale Future Group (per operare in India qualsiasi gruppo straniero deve obbligatoriamente allearsi a un operatore locale), o la Cina, paese dove il gruppo ha aperto 22 nuovi ipermercati nel corso del 2009, salendo ad un totale di 156 ipermercati.
Una strategia che la crisi economica dell’ultimo biennio (ancora oggi i dati sulle vendite al dettaglio in Eurolandia hanno deluso le attese, salendo a maggio solo dello 0,2%, contro lo 0,3% previsto) ha ulteriormente rafforzato, tanto che già il gruppo indonesiano Para Group ha reso noto l’intenzione di procedere al collocamento di un bond da 350 milioni di dollari col cui ricavato raddoppiare dal 40% all’80% la quota detenuta dalla controllata Trans Corp in Carrefour Indonesia, con l’intenzione poi di arrivare al 100%. 
Affari Italiani

Carrefour Italia lancia linea di prodotti senza glutine


Dal 1° luglio sugli scaffali dei pdv Carrefour Iper, Market ed Express 13 referenze grocery. Con la nuova linea di prodotti senza glutine, Carrefour intende confermare il proprio impegno per il benessere legato all'alimentazione.
Un benessere alla portata di tutti, che abbina al gusto, alla garanzia di sicurezza e alla qualità dei prodotti, la grande convenienza dell'offerta Carrefour. La linea private label Carrefour No Gluten, presente con il medesimo brand anche nei punti vendita Carrefour di Francia, Spagna e Belgio, viene infatti proposta ai Clienti ad un prezzo significativamente inferiore rispetto al tradizionale canale distributivo delle farmacie e parafarmacie.

Assortimento grocery
Le 13 referenze sono nelle categorie pasta, pane, sostitutivi del pane, torte, biscotti e merende e si presentano con un pack con un codice colore innovativo rosso, giallo, arancione:
spaghetti, penne rigate, fusilli (pack da 500g), frollini al lampone 200g, biscotti ricoperti con cioccolato 150g, magdalenas 88g, magdalenas con cioccolato 100g, croissant precotti 300g, croissant precotti al cioccolato 170g, base per pizza 300g, pane bianco a fette 310g, baguette precotte 250g, torta al cioccolato 225g.

CARREFOUR: INVESTIMENTI IN FRANCIA, PROCEDURE DI MOBILITA' IN ITALIA

L'insegna della grande distribuzione testa in Francia nuove soluzioni per conquistare i clienti

Boutique e cantine per tornare a un'acquisto a misura d'uomo
Prodotti freschi in evidenza, cantine dedicate a salumi e formaggi, corner studiati per far risaltare i marchi, ambienti più accattivanti. Carrefour cerca soluzioni a tutto campo per risollevare le sorti degli ipermercati che, soprattutto in Francia, continuano a perdere clienti.

Data incontro, Apertura procedura di mobilita':
A seguito dell’apertura della procedura di mobilità da parte della società Carrefour le OO.SS. hanno provveduto a individuare di concerto con l' azienda la data per il giorno 6 luglio 2010 alle ore 14.00 presso l’Hotel NH De La Gare, Piazza XX Settembre, 2 – Bologna.

COOP: SHOPPING IN ITALIA DA CARREFOUR, E NUOVE APERTURE NELL' EST EUROPEO

Il numero uno italiano della grande distribuzione ha appena archiviato un bilancio 2009 ancora in crescita per ricavi, utile e quota di mercato e ora mette in cantiere nuove strategie di espansione

Shopping a tutto campo per Coop Italia. Dopo aver archiviato il terribile 2009 a testa alta, con un aumento del fatturato (12,8 miliardi , +1,7%), dell'utile netto (+1,1%) e quota di mercato (18,1%, +0,3%), il movimento delle cooperative di consumo rilancia ancora mettendo in moto un robusto piano di espansione. Nel carrello della spesa di Coop ci sono 700 milioni di euro di investimenti, da realizzare entro il 2012, che si tradurranno nell'apertura di circa 55 punti vendita in tutta Italia, ma con una particolare attenzione al Sud . «Nel mondo della Gdo, duramente colpito dalla crisi che ha eroso ulteriormente il potere d'acquisto delle famiglie, è in corso un processo di profonda trasformazione e selezione dei suoi protagonisti - dice Vincenzo Tassinari presidente del consiglio di gestione di Coop Italia, che da un anno ha adottato una governance duale - In questo contesto noi puntiamo a rafforzarci attraverso acquisizioni e aperture ex novo di punti vendita" . La ritirata dal sud di Carrefour, secondo operatore domestico, dietro solo a Coop, con una quota di mercato del 10% , ha già portato le insegne del distributore italiano su 4 ipermercati pugliesi che prima battevano bandiera del competitor francese . In attesa di un compratore restano altre sette strutture Carrefour. «Siamo interessati alle eventuali dismissioni dei concorrenti, ma non solo . Perché la distribuzione moderna spinge a nuove concentrazioni , soprattutto tra i piccoli e medi punti vendita» . Nei piani delle nove grandi coop di consumo che formano Coop Italia ci sono inrampadilancio 15 nuovi ipermercati, di questi almeno 5 sorgeranno al sud, tra Puglia, Calabriae Sicilia . «Prevediamo di creare tra i 3mila e i4mila nuovi posti di lavoro con questo piano di investimenti -continua Tassinari - e molti posti nasceranno proprio nel Mezzogiorno». Nel corso del 2009 sono aumentati i punti vendita (1446 complessivi con 19 nuove aperture), mentre è rimasta stabile la base occupazionale (56.500 dipendenti), crescono i soci (sono oltre 7,2 milioni, in crescita del 3,5% rispetto al 2008) . Sud Italia, ma non solo . Dopo la non fortunata esperienza in Cro azia, terminata con la cessione di Hipermarketi a SparAustria, Coop riprova con l'internazionalizzazione. Intanto prosegue il rafforzamento di Intercoop, la centrale di acquisto, in partnership con coop svedesi e spagnole, di merci non alimentari con base ad Hong Kong. E po i ritorna l'interesse per l'Est Europa : «I l nostro riferimento è il territorio -precisa Tassinari - I nostri soci-consumatori, prima di tutto . Ma abbiamo in cantiere anche alcune alleanze per lo sviluppo del movimento cooperativo in Est Europa» . Estendere la rete, però non basta. Il barometro Coop, lo strumento che periodicamente rileva gli orientamenti verso i consumi, registra a giugno un peggioramento della fiducia delle famiglie sulle condizioni economiche, un dato che fa il paio con quello Istat sulla caduta verticale del potere d'acquisto, a meno 3,4% nel biennio 2008-2009 . Il pianeta Coop ha reagito con una politica di bassi prezzi (in calo dell',1,4%), che ha pr eteso il sacrificio dei fornitori, anche se, continuaTassinari, «senza una strategia del governo dilungo respiro per il rilancio dei consumi sarà difficile uscire indenni da questa crisi» . Il piano coop per non perdere terreno è tutto rivolto al private label, tanto che la quota dei prodotti a marchio proprio raggiunge i 2,7 miliardi di euro di fatturato, che vale complessivamente 25,4% dei volumi d'affari . Si tratta di una quota più europea che italiana, dove le private label sono ancorate al 14% . «Di fatto siamo tra le prime industrie alimentari italiane. I nostri prodotti vengono realizzati da 300 imprese industriali e 10mila realtà agricole. E continueremo a investire : vogliamo portare la quota almeno al 30% del fatturato" . Per il 2010 Coop prevede tuttavia ancora un anno in crescita, i primi 5 mesi dell'anno hanno registrato un aumento del giro d'affari dell' 1,8%, e il traguardo dei 13 miliard i sembra a portata di mano. Una sponda, a dispetto del calo generalizzato dei consumi, di circa il 6,3% tra 2008 e 2009, arriva dalle opportuni là di business, e di fidelizzazione della clientela, rese possibili dalle liberalizzazioni, che Vincenzo Tassinari, si augura possano «essere ulteriormente implementate, sia per i farmaci che per le altre referenze» . Buoni sono stati di CoopVoce, la telefonia mobile di Coop, che ha raggiunto nel corso del 2009 500mila attivazioni e, sempre nel corso dell'anno, è cresciutala diffusione di Coop Salute, con 95 corner, l'assunzione di 300 giovani farmacisti e un risparmio per il consumatore calcolato in 14 milioni di euro . Sul fronte dei nuovi istituti di pagamento, Coop Italia ha già avviato la sperimenazione dei pagamenti delle bollette in cassa in oltre 330 punti vendita .

Carrefour Pontecagnano: lavoratori a rischio

A rischio i posti di lavoro al Carrefour di Pontecagnano. Lo denuncia il sindacato dopo l’avviso della procedura di mobilitá per dieci dipendenti della catena di supermercati francese. Ma il timore è che possano rischiare il posto anche altri addetti. Intanto, il gruppo Cavamarket è vicino al fallimento dopo che il Governo ha negato l’accesso alla "legge Marzano": domani udienza in tribunale. Sempre domani, protesta dei dipendenti Alvi per le mensilitá arretrate.
Sono a rischio i posti di lavoro al Carrefour di Pontecagnano. Sono preoccupate le sigle sindacali dopo l’avviso di procedura di mobilitá per dieci dipendenti della nota catena di supermercati francese. Le unitá a rischio sono dieci, ma non sarebbero solo i dipendenti assunti con contratti a tempo indeterminato a rischiare. Il timore è che escano fuori dal Carrefour altre unitá assunte a tempo determinato con ripercussioni anche sull’indotto.

• Questo è quello che temono i sindacati, che giá prevedono altri contratti non rinnovati. Dunque l’avviso di mobilitá rischia di essere la spia di un disagio generale più ampio che potrebbe mettere a repentaglio un numero maggiore di posti di lavoro.

• Ne è convinta Raffaella Nomade della Uil Tucs che ha annunciato l’ avvio della procedura di mobilitá per i dieci lavoratori. «La situazione è critica - dice - cercheremo di fare il possibile per i dipendenti di Pontecagnano».

• La nota dell’avvio della procedura di mobilitá è stata comunicata in anticipo ai sindacati dal direttore centrale del Carrefour di Pontecagnano mercoledì scorso. Poi è arrivata alle sigle sindacali la doccia fredda con la conferma ufficiale del provvedimento da parte della sede amministrativa centrale del Carrefour.

• «Venerdì mattina abbiamo tenuto una prima assemblea congiunta tra i rappresentati delle sigle Cgil Cisl Uil e i dipendenti presso la sede di Pontecagnano». Dietro l’iniziativa del colosso francese, i sindacati temono ulteriori problemi che potrebbero sfociare in altre iniziative di mobilitá. «Siamo preoccupati perché se la societá punta a tagliare i dipendenti a tempo indeterminato, vuol dire che sono giá saltati i contratti a tempo determinato e chi ha stipulato con l’azienda rapporti di collaborazione tramite contratti interinali».

• Dunque i sindacati si sono giá mossi, contattando i vertici nazionali del Carrefour. è stata fissata la data dell’incontro con gli amministratori della societá: il 6 luglio a Roma. «Valuteremo la situazione insieme ai vertici del Carrafour nazionale - puntualizza Nomade - speriamo di far rientrare la crisi, di trovare una soluzione vantaggiosa per i dipendenti che rischiano di perdere il posto di lavoro».

• Sará un braccio di ferro, quello con il Carrefour, visto che la societá d’oltralpe ritiene che vi sia un esubero di personale di cui doversi liberare per rientrare nel bilancio. è una crisi, quella dell’azienda, che investirebbe tutta Italia e non solo la struttura di Pontecagnano e che avrebbe costretto il Carrefour a pianificare nei punti vendita una serie di tagli al personale.

• Sarebbero diverse centinaia di unitá gli esuberi in tutto i paese a causa del calo del fatturato.

• Dunque lo spettro della riduzione di personale sembra essere inevitabilmente dietro l’angolo. Sembra essere certa della necessitá di dover applicare i tagli la sede centrale del Carrefour di Roma, visto che è in difficoltá e avrebbe intenzione di liberarsi del personale in eccedenza anche a Pontecagnano.

• Intende garantire sostegno ai dipendenti Nomade. «La procedura è stata avviata a livello nazionale, noi cercheremo di entrare nel merito della delicata vicenda. Dopo l’incontro che terremo a Roma il 6 luglio, ci renderemo conto dei margini della trattativa e se riusciremo a farla rientrare». L’esponente della Uil si dice molto preoccupata: «Dieci posti non sono pochi e sono a rischio chissá quante altre persone, l’indotto e le collaborazioni con i contratti a tempo parziale. In molti giá non sarebbero stati rinnovati. La situazione è critica».

Carrefour, 314 esuberi in Italia. Ma anche in Francia le cose non vanno bene

La grande catena di distribuzione ha deciso di tagliare il personale. Decisione contestata dai sindacati che chiedono "un progetto di rilancio"

Trecentoquattordici esuberi sui 1.761 addetti nei dieci punti vendita Carrefour in Italia, previsti in massima parte nelle unità meridionali, con il sito di Bari destinato addirittura alla chiusura e con i due complessi di Capodrise e Casoria ridimensionati nelle loro attività e negli organici.

Sono i numeri della crisi del colosso della grande distribuzione, con un piano di licenziamenti che non poteva non provocare;immediata reazione delle parti sociali, sia delle organizzazioni sindacali confederali che autonome.

In totale, fanno sapere le organizzazioni sindacali, Carrefour vorrebbe mandare a casa il 18% del personale, con la motivazione di un calo progressivo e costante del fatturato e dei clienti.
Secondo i sindacati però, non si possono mantenere operativi impianti da cinquemila metri quadrati con un personale già ridotto al minimo, mentre altri ipermercati di dimensioni analoghe occupano 250 addetti. Purtroppo è risaputo che se Carrefour trova da vendere, o anche da svendere decentemente in Italia, questo viene compiuto.

Ed infatti neanche nella madre patria le cose vanno bene per Carrefour: due settimana fa il titolo ha subito un forte crollo alla Borsa di Parigi dopo i dati trimestrali.
La società ha, infatti, annunciato vendite nel secondo trimestre per 23,7 miliardi di euro, un dato inferiore del 10% rispetto alla crescita registrata nel primo trimestre e anche al di sotto dei 24,4 miliardi stimati dagli analisti.
I ricavi negli ipermercati francesi sono calati del 2,4% nel solo secondo trimestre, o del 5,5% escludendo la vendita di carburanti. Un dato preoccupante, visto che la catena di ipermercati in Francia genera circa metà delle vendite di tutto il gruppo.
A deludere gli analisti proprio il settore alimentare, che penalizza il gruppo in proporzioni inimmaginabili con un calo delle vendite in Francia del 7,8%. Per fare fronte alla situazione, Carrefour ha indicato di voler dare la priorità agli ipermercati in Francia e ha promesso un piano di rilancio commerciale immediato per il secondo semestre con lo scopo di riconquistare quote di mercato.

GDONews

Como - Dipendenti del Carrefour in protesta contro l’azienda

Stamattina presidio in viale Innocenzo, domani al supermercato a lago I lavoratori: "Ci hanno tolto circa 1.000 euro all'anno e la pausa caffé"

I dipendenti dei supermercati Carrefour protestano. Per oggi e domani, dalle 10 alle 12, hanno organizzato presidi davanti ai punti vendita di viale Innocenzo e viale Rosselli (zona a Lago). Lamentano l’eliminazione di alcune condizioni previste dagli accordi integrativi. In particolare i sindacati di Como contestano l’eliminazione della pausa caffè e lamentano un danno economico per molti lavoratori che si aggira tra i 1.000 e i 1.500 euro all’anno. I presidi organizzati puntano a sensibilizzare l’opinione pubblica chiedendo ai clienti di non fare la spesa nei punti Carrefour nelle giornate del 18 e 19 giugno.

2009 - Selex ha superato i colossi francesi nella quota di mercato. Coop leader che cresce.

Siamo nel periodo dell·approvazione e della pubblicazione dei bilanci consolidati dell’anno 2009, e così, come tutti gli anni, abbiamo un aggiornamento sul panorama distributivo nazione e la nuova suddivisione delle quote di mercato sulla base delle performance ottenute dai protagonisti del mercato. 


Intanto una certezza: chi era leader, Coop Italia, leader è rimasto in modo incontrastato dato che, oltre al divario che la separa dagli altri Retailer, ha anche aumentato la propria quota portandola da un 14,9% al 15,2%. Questa crescita è stata ottenuta da una serie di fattori: da un lato una crescita oggettiva dei fatturati del canale Supermercati che, in un periodo che premia “il vicinato” ha saputo sfruttare il momento ed ha dato la giusta offerta al suo consumatore. Dall’altro lato non si può negare che lo sviluppo nel sud Italia sta portando incrementi immediati: gli undici Ipermercati che oggi Coop detiene tra Sicilia e Puglia cambiano sostanzialmente le performance generali; sembra, peraltro, che i risultati degli Ipercoop in Sicilia siano di tutto rispetto e stiano dando soddisfazione agli ambienti Coop.
Un altro dato che va sottolineato e premiato è la performance di Selex: il Gruppo di Trezzano sul Naviglio ha infatti superato i colossi francesi Carrefour e Auchan, passando da un 7,9% del 2008 al 8,3% del 2009. Le strategie di marketing, soprattutto nel mondo della Private Label, ma anche le strategie commerciali hanno fatto da base per essere appetibili alle migrazioni dei gruppi. Negli ultimi periodi si sono uniti al mondo Selex due catene importanti nel panorama della GDO: in Lombardia Nuova Distribuzione e nelle Marche in gruppo Cedi Marche.
L’arretramento delle francesi ha come causa sia la crisi del format Ipermercati sia i profondi cambiamenti in atto per invertire la rotta (cambio insegne e aggiornamenti assortimenti). Nel caso di Carrefour bisogna segnalare anche la dismissione dei famosi 4 Ipermercati pugliesi venduti a Coop.
Ultima segnalazione importante la crescita di Esselunga, che, forte delle sue strategie aggressive perpetrate da anni, ha anche la possibilità di migliorare il suo utile oltre al suo fatturato.
GDO News Dott. A. Meneghini

Carrefour e la crisi: licenziamenti a raffica in Francia, Belgio ma anche in Italia

La verità è che il colosso mondiale d’oltralpe è in difficoltà: in Francia, terra madre da sempre saldamente nelle loro mani, i fatturati stanno cedendo in maniera preoccupante. Negli ultimi mesi Carrefour ha combattuto sia a mezzo stampa sia negli scaffali per rovesciare l’opinione dei consumatori francesi che lo ritengono più costoso rispetto ai concorrenti. L’azienda ha intrapreso una serie di campagne di riduzione dei prezzi e di marketing che spinge evidenziare il valore offerto nei suoi negozi.
L’operazione di marketing ha riguardato anche lo sviluppo delle sue entry-level della gamma a PL con la speranza di migliorare l’offerta e la percezione di convenienza agli occhi dei consumatori, non solo attraverso una attenta scelta qualitativa dei prodotti ( nonostante la entry-leven) l’obbiettivo di Carrefour è quello di fidelizzare il più possibile, compito arduo per il format.
In ogni caso è probabile che il colosso preveda all’orizzonte potenziali problemi di cash flow, così per rimanere in linea con gli atteggiamenti consueti nei momenti di crisi, ha deciso di tagliare qualche migliaio di posti di lavoro in Francia per riaccendere la competitività di un fatturato che nel primo trimestre è calato del 1,2%.
Nel frattempo in Belgio, Paese dove il Gruppo sta procedendo verso una exit-strategy con la chiusura di 21 PdV, si stanno registrando scioperi a raffica. Questi scioperi , contro il taglio di 1.672 posti di lavoro pare costeranno cari a Carrefour, infatti il quotidiano “Le Figarò” parla di una somma compresa tra gli 80 ed i 90 milioni di euro. La exit-strategy di Carrefour dal Belgio però non prevede l’uscita dal mercato, bensì il potenziamento della strategia del franchising nel canale supermercati.
Anche in Italia nel magazzino GS Carrefour di Pieve Emanuele(MI) nei giorni scorsi si sono registrate agitazioni per il licenziamento di diversi dipendenti. Saranno gli unici?
Dott. Andrea Meneghini
GDO News

Inserzione stampa Carrefour


Mondo Affiliazione in GDO: alcuni ex Dì per Dì fanno causa a Carrefour ...

Sono settanta solo a Torino, centro e periferia, con un format da vicinato, ristrutturati di tutto punto con scaffali nuovi e pareti illuminate da colori vivaci: gli ex “Dì per Dì” che si sono trasformati in “Carrefour Express”.La notzia di questi giorni è che alcuni degli affiliati versano in difficoltà economiche dovute alla politica dei prezzi voluta dal gruppo francese Carrefour, così almeno sostiene il legale a cui si sono affidati, l’avvocato Valeria Geroni. Che precisa: «Mi sto occupando di una decina di casi a Torino e 15 a Milano. Il problema è più serio di quando possa apparire. Molti di questi piccoli imprenditori che per 30 anni hanno lavorato senza difficoltà, oggi sono in crisi. E alcuni di loro addirittura vicini al fallimento». Per avere più voce in capitolo hanno dato vita all’Afa (Associazione franchising alimentari) e hanno avviato una causa civile contro Carrefour.
Il motivo? L’avvocato Geroni non ha dubbi: «È in corso un abuso di dipendenza economica, legge 192 del ‘98, nel senso che a causa di un’aggressiva politica dei prezzi, i piccoli supermercati pagano i prodotti a Carrefour più di quanto previsto al momento dell’ordinazione. Per cui può capitare che alla fine paghino di più di quanto incassato dalla vendita alla clientela».
Come è possibile? «Sì, perché il pagamento non avviene al momento dell’ordinazione della merce, ma in un momento successivo anche alla consegna e cioè quando si riceve la fattura. Di cui però non si conosce prima l’importo». C’è da dire, però, che nei due casi già finiti in tribunale, la legge ha dato ragione a Carrefour. L’avvocato Geroni ha presentato ricorso in appello e ha deciso di cambiare strategia: «Siamo stati troppo prolissi, per il futuro entreremo di più nel merito solo di pochi aspetti».
Opposta la posizione della controparte. L’avvocato Enrico Morello (uno dei legali che assiste la Carrefour) non solo rimarca la decisione del tribunale che ha dato ragione alla Gruppo francese, ma osserva anche: «Le accuse contro Carrefour non stanno in piedi, si basano su presupposti autolesionisti. Che interesse avrebbe, infatti, la Carrefour a danneggiare chi porta il suo stesso marchio? È un contro senso. Ci sono “Carrefour Express” che fanno grandi affari. I problemi di alcuni possono essere legati a incapacità commerciali soggettive, non certo alla società madre che ha tutto il guadagno che il franchising funzioni».
Insomma, per Carrefour gli imprenditori non sarebbero all’altezza e per questi ultimi il problema della forte pressione promozionale, unita ad una poca trasparenza del gruppo, avrebbe ridotto molto i loro margini

Articolo di GDO News
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CARREFOUR: PRECARI ANTISCIOPERO CARREFOUR CONDANNATA

«Attività antisindacale» l’assunzione di 40 persone nei giorni di stop
Non si possono utilizzare lavoratori interinali al posto di quelli in sciopero. Se lo si fa si tiene un comportamento antisindacale. Il giudice Aurora Filicetti ha condannato la Scc srl che gestisce gli ipermercati Carrefour perché il 2 aprile - durante lo sciopero nazionale unitario per il rinnovo del contratto integrativo - ha impiegato interinali nei punti vendita di corso Bramante, corso Monte Cucco e Trofarello. Ha dato ragione al ricorso in base all’articolo 28 dello Statuto dei lavoratori presentato dalla Filcams-Cgil.
Le relazioni sindacali nel gruppo non sono propriamente idilliache come ricorda la segretaria della Filcams, Elena Ferro: «È stata una piccola, grande vittoria perché in questo modo difendiamo il diritto allo sciopero di lavoratori che sono molto deboli; tantissime donne, quasi tutte a part-time. Da tempo denunciavamo l’impiego durante gli scioperi di addetti che ricoprono altre mansioni. Si è visto di tutto compresi i dirigenti alle casse o ai banconi». E racconta: «Accade questo e accade che a ogni sciopero compaia nelle bacheche un appello al senso di responsabilità dei dipendenti.
Ma non basta: ci sono anche cappuccino e brioches gratis per chi va al lavoro anziché scioperare». Ma il 2 aprile il sindacato ha ritenuto che la misura fosse stata superata: «Sono comparsi non meno di una quindicina di interinali in ciascun iper mercato; qualcuno ha lavorato due-tre giorni, qualcuno uno solo. È evidente che le assunzioni non sono state fatte per fronteggiare le iniziative promozionali pasquali come sostiene l’azienda, ma contro lo sciopero. Eppure e noto che la legge 276 vieta questo comportamento».
E allora è partito il ricorso patrocinato dall’avvocato Fausto Raffone che spiega: «È una vittoria importante perché il giudice nel decreto inibisce una analoga condotta in futuro». Aggiunge: «Giudica antisindacale anche il non voler comunicare da parte della Carrefour al sindacato il numero e le ragioni dell’utilizzo degli interinali. Anche in questo caso ordina di effettuare tali comunicazioni in futuro. Questo significa che da ora in poi se terranno gli stessi comportamenti commetteranno un reato perché disattenderanno l’ordine del giudice».
L’avvocato è molto soddisfatto: «Il giudice ha voluto capire quando l’azienda è venuta a conoscenza della data dello sciopero e quando ha stipulato in contratti interinali; nel dibattimento è emerso che la data era nota, perché scritta sui giornali e affissa in bacheca, dal 14-15 marzo mentre i contratti sono del 28-29 marzo. Hanno usato interinali a man bassa, almeno sessanta, per vanificare gli effetti dello sciopero».
Adesso il decreto dovrà essere affisso nelle bacheche aziendali con grande soddisfazione di Elena Ferro: «Da quando, lo scorso anno l’azienda ha disdettato il contratto integrativo la situazione delle relazioni sindacali è molto difficile. Non accade mai che ci venga comunicata l’intenzione di assumere interinali impedendoci così di trovare soluzioni alternative come l’estensione di orario dei part-time o il ricorso allo straordinario».

CARREFOUR: 90 ESUBERI ANCHE NELLE SEDI CUNEESI

Mercoledì 9 giugno si è svolto presso gli uffici del Gruppo Carrefour di Rivalta (TO) l’incontro sindacale tra la Direzione aziendale e le organizzazioni sindacali FILCAMS CGIL FISASCAT CISL e UILTUCS UIL e le RSA in merito alla comunicazione dell’azienda di voler avviare la procedura di riduzione di personale pari a 90 lavoratori in forza presso le unità produttive nelle province di Torino, Novara, Verbania e Cuneo. L’azienda ha illustrato i motivi che determinano tale situazione di eccedenza, riconducendoli ad un costante e progressivo calo del fatturato e dei clienti da un lato, e dall’aumento dell’incidenza del costo del personale dall’altro, riconfermando la mobilità come unico strumento di soluzione di riequilibrio delle problematiche economiche delle unità produttive sopra citate. La FILCAMS CGIL ritenendo che si possono utilizzare strumenti alternativi alla mobilità per rispondere ad una situazione di crisi e salvaguardare l’occupazione, ha richiesto ulteriori dati per poter effettivamente e con trasparenze valutare l’attuale situazione dei punti vendita. "Riteniamo che tale discussione non deve prescindere da un‘analisi globale che comprende anche l’organizzazione attuale e futura del lavoro andando a rivedere quelle esternalizzazioni effettuate in 4 punti vendita che non sono coerenti con la richiesta dell’azienda di ridurre il personale". Sono stati fissati ulteriori incontri previsti per il 15 e 23 giugno.
Nei prossimi giorni saranno effettuate le assemblee nei punti vendita di Saluzzo e Cuneo.